Quanti di voi sognano o hanno sognato, nei primi anni delle superiori, la Gita Scolastica a Barcellona?

Molti non hanno realizzato questo sogno. Sono molti i motivi che bloccano i Viaggi d’Istruzione: dai problemi personali, ai costi che non permettono alle classi di raggiungere il numero minimo,

La Controgita è il progetto di College per salvare la Gita Scolastica di tutti gli studenti che non possono andare in Viaggio.

Negli anni la Controgita ha portato migliaia di ragazzi alla scoperta di Praga, Vienna, Budapest, Monaco di Baviera, Amsterdam e Barcellona.

Questo è il racconto della Gita scolastica a Barcellona Alternativa di Cristina, una ragazza partita per la Controgita a Barcellona nel 2015.

Il racconto è tratto dal “Diario di Viaggio” di Cristina, che ci racconta aneddoti ed esperienze. Ma soprattutto la gioia e il calore di una ragazza di diciassette anni alla scoperta di una città meravigliosa.

Day 1 – Si ritorna in viaggio.

La storia della Gita scolastica a Barcellona incomincia: si parte!

Riprendere in mano questo quaderno dopo averlo lasciato sei mesi chiuso sul comodino, come a tener sigillati i ricordi dell’estate, è un mix di farfalle nello stomaco e adrenalina, una pillola di emozioni senza prescrizione. Lo schema è sempre quello: due pullman in posizione, un centinaio di ragazzi come un esercito pronto a cercare un posto comodo, un compagno di viaggio, amico da una vita o sconosciuto che sia. D’ora in poi, senza saperlo, senza volerlo, siamo tutti nodi di una stessa rete. Forse nessuno si sarebbe aspettato un gruppo così eterogeneo, un melting pot di colori e di interessi. Finalmente si parte per la Gita scolastica a Barcellona, tutti, con la stessa luce negli occhi: la voglia di scoprire.

L’arrivo: Barcellona, finalmente.

E così, tra sonno, chiacchiere, film, musica e storie la nuova ciurma è sbarcata a Barcellona. Giusto il tempo di invadere l’hotel, restaurare le facce distrutte dal viaggio e via. Si parte alla volta della Barcellona storica: un pomeriggio tra Placa Catalunya, i primi passi sulla Rambla, la Catedral de Barcelona e la meraviglia del Bario Gotico. Le foto di gruppo, il braccio dei selfie e le prime ore libere per perdersi in questa città magica.

La prima notte: tutte le emozioni di una Gita Scolastica a Barcellona

Con la sera le facce sorprese e divertite nel vedere i travestimenti più originali per l’immancabile Party di Carnevale College, sono bellissime. Un dolcissimo pan di stelle, un drago, un pokemon, un distributore di caramelle zuccherose e colorate, delle ballerine di charleston e un gruppo di dolci e scatenati nonnini.
Mojitos e Pinacoladas forse hanno scaldato un po’ i cuori: forse lo zucchero ha solleticato la timidezza. Tenere fermi i piedi è impossibile. Dietro la console, i nostri dj sentono il carnevale, e la gioia balla nell’aria. La voglia di saltare vince la stanchezza.
Un san Valentino di maschere, ma pieno di emozioni. Che poi anche un sorriso, in fondo, è amore. Barcellona è piena di sorprese, una città da scoprire, e per chi è più giovane della notte non c’è tempo per stare fermi, non c’è tempo per non seguire la strada lungo la quale le risate fanno da TomTom.

 

Day 2 – I protagonisti della città

Il primo risveglio è sempre il più difficile, la prima colazione è sempre la più attesa, ma la prima mattina è sempre un teatro di curiosità e scarpe comode (a parte alcune stupide eccezioni). Nonostante le gambe e la testa siano ancora affaticate dalla serata si parte, perchè la voglia di scoprire va oltre la stanchezza.

Una mattina spensierata in compagnia di Gaudì

E Barcellona è un museo a cielo aperto in evoluzione: ogni persona, ogni incrocio, ogni parola è come se fossero pezzi di un puzzle infinito.
Inutile dire che ci sono pezzi che portano firme importanti: e la nostra domenica è iniziata sui passi del grande Gaudi. Siamo partiti dalla Sagrada Familia, per poi proseguire alla volta di Casa Batllò e Casa Milà. Inutile raccontare, visto che le parole non possono neanche lontanamente far trapelare la loro bellezza.
E forse non è quantificabile nemmeno la quantità di tapas che han preso posto nello stomaco prima che le strade del gruppo si dividessero. Chi ha scelto un pomeriggio di cultura sulle orme di Picasso e chi ha scelto di vedere lo spettacolo della squadra più forte del mondo nel tempio del calcio: il Camp Nou.

Messi – Suarez – Iniesta: a caccia di Campioni nella Gita scolastica a Barcellona

Io ho scelto la seconda via: Messi, in fondo, lo si vede una volta sola nella vita.
Un settore invaso dalla famiglia College: sciarpe e maglie blaugrana per quel senso patriottico che arriva in automatico nell’attraversare il gate. Sole in faccia, occhiali e maniche corte, anche a febbraio. Un fiume di adrenalina e sorrisi. Ho visto giocare i campioni che stanno facendo la storia, ho visto una tripletta di Messi, un rigore del Barca, un gol in rovesciata di Suarez. La manita e il tramonto sul fischio di fine.

Barcellona non dorme mai

Ma col calar del sole la città non ha intenzione di dormire. Tra migliaia di gesti,  parole, persone con direzioni e pensieri diversi, in questa cornice perfetta c’è chi coglie l’occasione per togliere gli scheletri dall’armadio. Rinnovare il guardaroba serve per cacciare il cervello in lavatrice per poi stenderlo al sole tra i panni puliti.

Un po’ di carica accumulata nell’aperitivo e poi via, a la vuelta dello Shoko. Un’invasione di ballerini e sorrisi: le note dei nostri djs come spilli sotto ai piedi che ti impedivano di stare fermo.
Si ricorderà di noi il buttafuori, soprattutto di Piccio, e del suo spagnolo impeccabile: “HIJO DE PUTA YO? HIJO DE PUTA TU!”.

La spiaggia con i tacchi in mano, le lattine rosse contrattate per pochi centesimi e la luna che si specchia nel mare. Qualche minuto e si inizia a pensare alle lenzuola bianche che ci aspettano, per tirare le somme di una giornata indimenticabile in questa prima intera giornata della nostra Gita Scolastica a Barcellona

Day 3 – Altre scoperte, altre meraviglie

Scoprire Parc Guell: tappa immancabile di una Gita Scolastica a Barcellona

Immagina di raccogliere qualche coccio di ceramica, pezzi di vetro colorato, e di avere qualche sacco di calcestruzzo. Se pensi che il massimo che tu possa fare sia prenderli e buttarli nella differenziata, sentiti anche tu un po’ incapace. Gaudì, infatti, li ha utilizzati come tessere di mosaici variopinti che, insieme alle sculture, parlano di un universo di animali fantastici in un’opera che si aggrappa alla natura e la riproduce. La gestualità della spiegazione della guida è stata più che esaustiva: innegabili le doti mimiche del buon Tonga.
Parc Güell è davvero una meraviglia e Barcellona, dal finestrino del bus, è più comoda e altrettanto bella. Sembra quasi che ci abbiano appiccicato a una cartolina su quel vetro, di quelle da mandare ai nonni che aspettano notizie a casa. Ma le cartoline non sapranno mai raccontare quello che raccontano i nostri occhi.

L’ultimo pomeriggio a Barcellona tra shopping e Sapore

Un po’ di tempo per perdersi nella Boqueria, tra succhi dai colori pastello e caramelle, frutta in ogni angolo, jamon e panini. Il sapore della Spagna è concentrato qui. Tutto quello che vuoi assaggiare c’è ed è a disposizione a prezzi più che ragionevoli.

Appena fuori sembrava che i taxi aspettassero solo noi: direzione Primark, GRAZIE! sarà, ma anche spendere è più bello se dall’altra parte della strada hai il mare.
Scegliere il posto dove abbuffarsi di paella non è mai facile, ma alla fine, se la pancia è piena, si è più felici.

L’ultima notte della Gita scolastica a Barcellona è infinita.

L’allegria aumenta con qualche drink underground prima che il cuore ci riporti allo Shoko, il luogo ideale per ripetere una serata indimenticabile.

Tra sosia incredibili e balene moleste, baci davanti al bancone o negli angoli più nascosti, ubriachi di emozioni, tra narghilè e cuscini, anche stavolta 32 denti non bastavano per sorridere.

Anche gli orari di rientro si ammorbidiscono perchè servirebbe troppo coraggio per portarci via da li. Che poi si sa, l’ultima notte non è fatta per dormire. Stravaccati sui divani o sulle poltrone appese della Hall, incastrati nei letti delle camere più generose, impazziti nella frenesia della valigia che, come per ogni ritorno che si rispetti, non ci pensa neanche a chiudersi.
C’è poi chi ha voluto regalarsi una notte magica, in caserma della polizia alla ricerca di un portafogli perduto. Metodi alternativi per aspettare il sole.

La Gita Scolastica a Barcellona è finita: rifletto, ripenso, rivivo

Come qualcuno ha fatto notare, in questa Gita Scolastica a Barcellona è successo di tutto.
Vorrei avere un registratore negli occhi per non dover raccontare nulla e ricordarmi tutto. Un replay al mese per non allontanarmi mai da questa città meravigliosa, da questa famiglia in espansione, da questi viaggi che ogni volta non sono una meta, ma un punto di partenza.
“La strada è per i macchinoni, ragazzo, ricordatelo”. Rimarrà l’icona letteraria della nostra Controgita a Barcellona.
Ora sei quasi comodo su quel sedile, e ti godi il viaggio. C’è la trilogia completa di ‘Una notte da Leoni’ sullo schermo.

E scusami se ti da fastidio la lucina accesa sopra di me, ma ora capisci a cosa mi serviva.

Cristina – College Family – Controgita a Barcellona

 

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